Open Source, Bello: parte seconda…

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Questa continuazione del mio post precedente non era pianificata, ma l’ho ritenuta necessaria dopo aver letto il commento lasciato da Gpx, che mi ha fatto sorgere dei dubbi su quanto avevo scritto.

Nel post precedente, parlando di come si potrebbe aiutare a migliorare l’estensione dell’utilizzo Linux (e dell’open source in generale) a tutti i tipi di utenti, ho dato per scontato che questa sia la volontà di tutti gli sviluppatori e gli utenti che utilizzano risorse open source, e non ho considerato neanche l’ipotesi che qualcuno fosse contrario a questa espansione.

Secondo me ritenere che l’open source sia un prodotto di elitè distinato a pochi è sbagliato, anche se poi ognuno è libero di pensarla come vuole,ma restando su questa linea di chiusura verso gli utenti semplici non si arriverà mai da nessuna parte e tutto continuerà a restare invariato.

Ora farò un esempio per far comprendere meglio quello che voglio dire, sarà un’esempio talmente esagerato e spropositato che la questione dell’open source in confronto sarà una cosa da riderci sopra. Prendiamo chi ha dei problemi di dipendenza da alcol, queste persone hanno bisogno di un sostegno esterno per uscirne e tornare da una vita normale,molto difficilmente possono farcela da soli. Ora mettiamo che l’utente semplice, che usa xp per far andare MS msn navigando intanto con IE, sia l’alcolizzato (povero utente semplice,si è già beccato un insulto🙂 ), e che chi è a conoscenza dell’ open source e può parlargliene sia il sostegno esterno; ora,secondo voi sarebbe giusto che il sostegno esterno pensasse ” lo sanno tutti che abusare di alcol fà male, adesso che si arrangi” ? Certamente no. E’ anche vero che l’utente semplice non è dipendente a livello fisico dal software a pagamento, ma non conoscendo neanche l’esistenza di una possibile alternativa, ne è dipendente a livello psicologico, e questo lo rende molto simile ad un alcolista ( anche se ovviamente con conseguenze molto meno gravi, per fortuna🙂 )

Vi chiedo ora un favore, che siate utenti esperti o non, vi prego di lasciare un commento a questo post (per chi non è pratico basta cliccare sul link “Commenti” che trovate alla fine di questo post e nella pagina che si aprirà andare in basso e inserire un nickname a scelta e un’e-mail per poter lasciare un vostro commento). Indicate semplicemente se favorevoli o no all’espansione del software open source anche agli utenti semplici; se siete utenti semplici non esperti in questo campo indicate solamente se sareste disposti a provare programmi open source equivalenti (e perfettamente funzionanti) ai programmi che solitamente utilizzate.

Vi ringrazio anticipatamente della vostra disponibilità😀

Grazie ciao🙂

P.s. Chiunque vologlia replicare è liberissimo di farlo lasciando un commento; chiedo solo di non aggrapparsi all’esempio che ho fatto, che è evidentemente vunnerabile, ma che ho ritenuto necessario per far comprendere al meglio ciò che volevo comunicare. Grazie🙂 .

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5 Risposte to “Open Source, Bello: parte seconda…”

  1. Gpx Says:

    Io dico che il software open source non debba venire divulgato agli utenti semplici perché questi utenti dovrebbero alzarsi al livello di utenti consapevoli. Non intendo esperti informatici o hacker ma almeno che sappiano le basi del programma che stanno utilizzando e la filosofia che c’è dietro. Nessuno è obbligato a farlo se non vuole chi vuole può rimanere ignorante non è obbligatorio informarsi. Sono d’accordo nell’aiutare gli alcolisti ma prima di tutto sono loro che devono voler farsi aiutare. Se a un utente non interessa capire meglio il computer consiglio di acquistare una radio, una calcolatrice, una Play Station e un cellulare rimpiazzeranno perfettamente il loro computer.

  2. cliccaqui Says:

    infame🙂
    avevo chiesto di non sfruttare il mio esempio alcolico.🙂
    Va beh…comunque l’ho detto sopra,liberissimi chi la pensa così di continuare a pensare così; importante è essere consapevoli che così niente cambierà,la gente avrà sempre cose più importanti da fare (come andare a prendere i figli a scuola ) piuttosto che mettersi a immaginare (visto che non ne sono nemmeno a conoscenza, se nessuno glielo vuole dire) che ci possano essere risorse alternative gratuite a quello che attualmente usano.

    Io ritengo che dovrebbe bastare il solo fatto che noi siamo consapevoli che è meglio l’open source per spingere tutto il resto dell’utenza a cambiare, e sono sicuro che almeno la metà della metà di loro, una volta cambiato incomincerà a chiedersi “ma cos’è sta cosa? perchè prima dovevo usare una crack perchè adesso basta che avvii il programma per usarlo?” e si informerà, ed avremo fatto diventare quegli utenti semplici utenti consapevoli.

  3. Gpx Says:

    È l’utente che deve prendere l’iniziativa di studiare e capire, noi (inteso come seguaci dell’open source) dobbiamo però dargli tutte le informazioni che richiede nel momento in cui le richiede. Mi pare che questo aspetto sia molto ben organizzato con migliaia di blog, guide e quant’altro. Le possibilità ci sono mancano gli utilizzatori.

  4. BerserkerWelding Says:

    Ma voi per utente semplice cosa intendete?
    Un utente medio / basso che compra il PC al centro commerciale o in un qualsiasi negozzio specializzato dipende direttamente da chi lo assiste.
    Chi vende non ha nessun interesse a consigliare il software libero, non lo nomina neanche.
    Come potrebbe utilizzarlo ?

    Figuratevi che anche alcuni utenti che usano Open Office lo considerano solo una versione “gratis” di office. Lo usano e non comprendono il concetto di libertà sul quale si basa l’open source.

    Ma tornando all’uso del software libero…
    Il problema non è appoggiare la diffusione, libertà significa anche poter scegliere, e chi desidera rinunciare e affidarsi al software proprietario lo deve fare consapevolmente.

    Purtroppo se io compro un PC, me lo fanno pagare poco (ormai con 600 euro te la cavi alla grande) ma me lo vendono con 4 anni di garanzia con tanto di clausola sul sistema oparativo cosa faccio? Mi tengo vista?

    L’utente finale viene inconsapevolmente istituzionalizzato.
    Non è colpa sua.

    Comunque sia tornando IT secondo me…
    Mi sorge un dubbio, senza offesa per nessuno ma alcuni di voi non hanno capito il concetto delle 4 liberà del software libero, piu precisamente la numero 2.
    Libertà di aiutare il proprio vicino.
    E per me non è solo una libertà, è un dovere aiutare gli altri, bisogna dare la libertà di scelta agli utenti che non conoscono l’open source.

  5. cliccaqui Says:

    “…è un dovere aiutare gli altri, bisogna dare la libertà di scelta agli utenti che non conoscono l’open source” Bella😀
    Non aggiungo altro😀
    Ciao🙂

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