Inizialmente avevo intenzione di fare una breve introduzione su quanto dirò, ma ho deciso di utilizzare questa stessa frase come introduzione per passare subito alla parte fondamentale del post; quindi ora concludo questa frase e inizio il prossimo paragrafo( che è quello più bello
).
Quello che conta nella comunicazione è farsi capire, e non rispettare regole e canoni stilistici (vedi saggio breve e articolo di giornale), che spesso precludono una facile comprensione. Per riuscire a comunicare bisogna scrivere in modo chiaro e diretto, senza dover stare “attenti” a non evadere da quelle che sono delle regole fisse.
Chi sa scrivere bene si creerà autonomamente delle “regole”, che rispetterà in modo automatico ogni volta che scriverà qualcosa, perchè queste “regole” fanno parte, in modo implicito, della propria natura e del proprio modo di comunicare.
Scrivere è un’arte. Se si cerca di porre dei limiti all’arte quello che ne potrà uscire sarà solo un accenno di creatività soffocato dalle regole.
Mi auguro che in questo post sia riuscito a mettere in pratica quanto ho appena detto.
Grazie per l’attenzione.
Ciao
Tag: comunicare, comunicazione, scrivere
Dicembre 31, 2007 alle 18:46 |
che dire..concordo in ogni dettaglio..^^
scrivere è davvero un arte..e molti nn lo riconoscono..nn lo comprendono..ne rovinano le caratteristiche..
bel post davvero!un bacio
Susy
Dicembre 31, 2007 alle 18:58 |
@ Susina

Grazie 1000
Auguri di un Buon 2008!!!
Ciao
Gennaio 23, 2008 alle 13:38 |
Quindi anche le regole dell’ortografia devon venire ignorate ;-P
Gennaio 23, 2008 alle 19:05 |
@ Cruschetto
comunque se c’è qualcosa di errato nel post che mi è sfuggito fammi sapere…
no…quelle sono alla base della comunicazione
non ho capito se la tua era una semplice battuta o una frecciatina
ciao
Gennaio 24, 2008 alle 8:18 |
Secondo me qualsiasi comunicazione (“farsi capire”) non può prescindere da un sistema di regole che sia patrimonio di tutti i soggetti coinvolti.
> “Chi sà scrivere bene si creerà autonomamente delle “regole”, che rispetterà in modo automatico ogni volta che scriverà qualcosa, perchè queste “regole” fanno parte, in modo implicito, della propria natura e del proprio modo di comunicare.”
Che vuol dire “scrivere bene”? Non può che voler dire rispettare la grammatica, cioè delle convenzioni (regole comuni a tutti).
Se mi inventassi delle mie regole senza rendere nota la mia grammatica, o nessuno mi capirebbe o mi capirebbe parzialmente.
Le regole non limitano la creatività, altrimenti non avremmo una infinità di capolavori letterari.
> “Per riuscire a comunicare bisogna scrivere in modo chiaro e diretto”
Sono d’accordo se “chiaro e diretto” vuol dire semplice, senza ricorrere a parole poco comuni e a costruzioni sintattiche barocche.
Se poi i concetti da esprimere necessitano di paroloni (saggi scientifici e filosofici) e circonlocuzioni acrobatiche (romanzi e poesie), il bravo scrittore, che vuol essere anche divulgatore, dovrebbe riservare al suo lettore qualche paginetta di introduzione al suo stile (rendere note le regole).
Gennaio 24, 2008 alle 16:15 |
Penso che cruschetto si riferisse alla frase “Chi sà scrivere bene” che contiene un errore grammaticale e non di battitura.
Dal mio punto di vista penso che il post sia buono ma…. non dica nulla.
Mi spiego: concordo nel dire che “scrivere è un’arte”.
Concordo anche che è necessario “farsi capire” ma… quali sono le “regole e e canoni stilistici che si possono anche non rispettare?”
In sostanza penso sia positivo il messaggio generale ma manchi di sostanza.
Ovviamente è il parere di uno qualsiasi che ha letto il post casualmente
Gennaio 24, 2008 alle 17:57 |
@Vittorio
Ok, l’errore è stato corretto…diciamo che pur essendo consapevole che “sa” è senza accento, sono portato a mettercelo…:P
Ora, andando in ordine:
‘concordo nel dire che “scrivere è un’arte”’
era un titolo come un’altro…giusto per dare un pochino di effetto al post e per invogliare a leggerlo
‘quali sono le “regole e e canoni stilistici che si possono anche non rispettare?”’
l’ho scritto immediatamente dopo nella parentesi: vedi articolo di giornale e saggio breve.
Pensavo fosse abbastanza chiaro…ma te lo spiego in 2 parole: hai presente la differenza fra un saggio argomentativo e un saggio breve? nel primo ti basta argomentare, nel secondo il tuo scopo praticamente non è più scrivere, ma rispettare le regole di stesura:devi stare attento a racchiudere nell’inizio del testo tutte le tue tesi, devi ordinarle dalla più leggera alla più consistente, devi rispettare la regola dei 5 paragrafi, ecc, ecc, ECCETERA.
Quindi questo post non è affatto inconsistente, inquadra il motivo principale per cui è nata la scittura: comunicare.
)…
Poi questa si è ampliata arricchita con metodi e stili, e questo è un bene, perchè sono stati creati grandi capolavori. Ma questo vale per le opere letterarie, che non vanno assolutamente confuse con il modo di scrivere ed esprimersi che si usa attualmente.
A scuola insegnano il saggio breve “perchè è importante capire il significato di un testo”; bene…ma quando ti trovi a tu per tu con un interlocutore ( magari ad un colloquio di lavoro) e devi esprimere un concetto, cosa fai, gli dici “aspetti un 20 minuti che le stendo un saggio breve”? La gente impara a memoria(e credimi ne ho a conferma) un modo di scrivere (cioè saggio breve o articolo di giornale), poi se deve spiegare qualcosa, non è capace.
Allora io dico, a scuola insegnamo alla persone come si fà ad esprimersi in modo chiaro e semplice; che poi se qualcuno è appassionato di letteratura si andrà ad iscrivere alla accademia della Crusca ( per esempio
Mi auguro di essere stato chiaro nonostante abbia scritto tutto ciò in fretta e furia per mancanza di tempo.
ciao.
Gennaio 26, 2008 alle 19:45 |
@ajkain
allora, penso che tu non avresti potuto fraintendere il post in modo peggiore…
“Secondo me qualsiasi comunicazione (”farsi capire”) non può prescindere da un sistema di regole che sia patrimonio di tutti i soggetti coinvolti.”
E’ ovvio che se parli agli italiani devi parlare in italiano, non credevo fosse neccessario specificare anche questa cosa ELEMENTARE.
“Che vuol dire “scrivere bene”? Non può che voler dire rispettare la grammatica, cioè delle convenzioni (regole comuni a tutti).
Se mi inventassi delle mie regole senza rendere nota la mia grammatica, o nessuno mi capirebbe o mi capirebbe parzialmente.”
Qui ancora insisti sulla stessa ( e scontata) cosa: se mentre leggevi avresti pensato a LEGGERE invece che pensare a quello che mi dovevi scrivere nei commenti, aversti capito ( come del resto ha fatto l’altro mezzo migliaio di persone che fino ad ora ha letto il post) che con “regole” mi riferivo a quello che era scritto tra parentesi: VEDI ARTICOLO DI GIORNALE E SAGGIO BREVE.
Poi, stai certo, che quello che si spiega coi “paroloni” come dici tu, si può benissimo spiegare in termini più semplici; perchè, lo scopo della spiegazione è FAR CAPIRE AL DESTINATARIO DELL’INFORMAZIONE QUELLO CHE GLI VUOI COMUNICARE; se la tua spiegazione contiene paroloni che impediscono una facile comprensione, il tuo tentativo di comunicazione fallisce.
Il fatto è che con questa nuova era di “blog che permettono di esprimere le tue emozioni e le tue sensazioni” si è creato un problema non da poco, cioè quello di scrivere troppo e leggere poco; e il tuo commento ne è la conferma, perchè se avresti impiegato 30″ in più a leggere il mio post, avresti evitato di scrivere un commento di 20 righe che si aggrappa ad un’affermazione che io non ho fatto.
Gennaio 29, 2008 alle 16:50 |
A mio parere, nel comunicare è fondamentale la forma, per arrivare al messaggio. Si possono pure inquadrare delle categorie di forma, come il saggio breve o l’articolo di giornale, tenendo presente che non devono “ingabbiare” il pensiero, ma aiutarlo a “distendersi”.
Detto ciò, la parte che condivido del post è quella che mi pare essere una critica al modo in cui queste categorie vengono impiegate nelle scuole: non sono più un mezzo per esprimere più chiaramente un concetto, ma sono praticamente fine a se stesse.
Gennaio 29, 2008 alle 18:32 |
@manuel91
Perfetto, hai colto in pieno il significato
e questo mi fa molto piacere 
ciao